No More Sorrow
Chiudo.
Stanotte io non chiudo occhio.
...diluvia...
quando ti guardo negli occhi mi sento bene
when I look your tits my cock becomes hard
bevi qualcosa?
drink my white drops?
E' incredibile la coincidenza...una maglietta bianca, smanicata, sul pavimento, il silenzio, e nel silenzio le note di "My December"...cammino e il mio sguardo si posa sul letto, per un secondo mi torna l'immagine di lei, addormentata... il nastro si riavvolge e sono di nuovo a Bari... Siamo intorno a Ferragosto, mi sveglio presto alla mattina, vado a correre con Veronica, il caldo non è per niente opprimente, un discreto venticello mi rinfresca il volto e la giornata si preannuncia bella seppur un po' nuvolosa... Dopo la corsa io e la Vera torniamo a casa, ci facciamo la doccia e andiamo a fare colazione con Erica e... un tipo... Abbraccio Erica che non vedevo da 2 anni nonostante ci fossimo sentiti per telefono e abbozzo un saluto allo strano tipo, il quale mi guarda male in principio per poi fingere di sorridermi, riservando al contrario un largo sorriso da completo imbecille per Veronica... Ci prendiamo un tavolino al barettino vicino alla Mondadori, sia Vera che Erika sembrano imbarazzate, addirittura ho visto partire delle occhiatacce tra le due. Non capendoci più niente provo a modificare l'atmosfera facendo una battutaccia: "Allora Vera, sei mica tanto in forma nè, ti ricordavo più fi..... ehm scattante" (e qui sparo io il sorriso da idiota). Non l'avessi mai fatto! Il tipo scatta su: "Oh scemo, vedi di tornare a Milano prima che ti rompo, che Vera è perfetta com'è, o sei cieco???? (questa è la traduzione in italiano di una cosa che lui ha detto in una lingua tutta sua). La mia risposta, stupefatta è: "Ehi bello era una battuta, conosci il significato della parola battuta???". Gli animi si stavano parecchio scaldando, il tipo (del quale dovrei sapere il nome perchè Vera poi me l'ha detto, ma non lo ricordo assolutamente, so che nel cognome c'era il suono "rto", per il resto ricordo zero :D) stava quasi per alzarsi in piedi quando Veronica, visibilmente incazzata, non mi zittisce e lo manda via in malo modo, al punto che in quel momento avrei voluto essere ad una decina di metri di distanza da quel luogo. Lui si finge disinteressato e se ne va mandando affanculo genericamente noi e il mondo in generale. Poi Veronica, tornata tranquilla, mi spiegherà che è un tipo che le sta appiccicata e che quando l'ha visto con Erica ha odiato Erica pensando che l'avesse portato lei con se, quando invece la malcapitata non era assolutamente responsabile della presenza del tipo. Vabbè, la mattinata prosegue tranquilamente, stiamo un po' in giro, dando un occhiata qua e la ai negozi rimasti aperti (la maggiorparte, nonostante sia Agosto). Verso mezzogiorno si decide di andare al mare, con una breve passeggiata siamo a Pane e Pomodoro (lo so che sembra strano, ma la spiaggia di Bari si chiama Pane e Pomodoro) che non è nemmeno eccezionalmente affollata grazie alle nuvole che rendono fresca la giornata. La fregatura consiste che io, da bravo genio quale sono, non mi sono portato lo zainetto dietro, e sono senza costume, a differenza delle mie due accompagnatrici, che in questo periodo quasi lo usano al posto della biancheria intima. Beh, finisco per fare il bagno in boxer. Verso le 4 lasciamo la spiaggia, ed il resto del pomeriggio lo passiamo a casa io e Veronica da soli... Dopo esserci fatti un'altra doccia e vicendevoli agguati strappa-asciugamano o ruba-biancheria andiamo nel suo salotto a chiacchierare. A dir la verità io mi ero messo li sul divano, tranquillo a pensare ai fatti miei, lei è venuta in seguito a sdraiarsi praticamente su di me, con gli occhi fissi sul soffitto come se stesse pensando a qualcosa di tanto grande da non rendersi conto della mia reazione di imbarazzo iniziale (credo di aver toccato tonalità di viola sul volto). In un'istante sono tornato con la mente alle notti passate ad abbracciarla sul terrazzo di casa mia a Palazzo San Gervasio (in realtà è la casa dei miei nonni in Basilicata, dato che io abito a Milano) ascoltando insieme la musica che in quel periodo mi ha accompagnato costantemente, il disco Meteora dei Linkin Park. In meno di un decimo di secondo ho ricordato perchè dicevo di amarla e quanto stessi bene in sua compagnia. La sua dolcezza stava tutta nel calore che mi faceva sentire stando a contatto con il suo corpo, il sentirla con me, parte di me e allo stesso tempo avere paura che mi sfugga di mano, perchè avrei voluto che quella sensazione non cessasse mai, e quando per un momento lei rialzò il busto per modificare leggermente la sua posizione (che in quel momento era decisamente compromettente per me, non sto a spiegare oltre) sentii qualcosa venirmi a mancare. Ricordo chiaramente che incominciammo a parlare, all'inizio non ero nemmeno attentissimo a quanto lei mi diceva, al punto che ricordo che lei accennò a ricordare dei pomeriggi che passavamo insieme da piccoli in Via Sardegna a Palazzo S.Gervasio (dove avevamo entrambi casa anni addietro, prima che i miei nonni restaurassero la vecchia casa sulla piazza principale del paese, P.zza San Rocco, e che i suoi vendessero la loro per prenderne una a Trento) e non molto altro. Poi pian piano, col passare del tempo, mi tranquillizzai e la situazione si fece più tranquilla. Passammo a parlare di tante altre cose, del futuro, uno dei nostri argomenti preferiti, dei genitori (odio suo padre e lui odia me) e di mille altre cose, finchè non si fece silenzio e lei mi chiese come mi sentissi in quell'esatto momento con lei tra le mie braccia. Io incautamente risposi dandole un bacio sul collo, lei si limitò ad accoccolarsi maggiormente, per poi chiudere gli occhi in un momento di una tenerezza incredibile. In quel silenzio però dentro di me successe qualcosa che uccise la magia del momento, qualcosa che mi fece sentire freddo nonostante la situazione e la temperatura ambientale... io pensai ad un'altra ragazza... io pensai a C.. Questo per un solo secondo, forse anche meno, ma bastò a distruggere tutto quello che di bello avevo ricostruito con Veronica dopo un anno di distacco. Passai una mezz'ora a farmi processi nella testa, fino al momento in cui lei si rialzò e corse in bagno a prepararsi, erano ormai le 8 di sera passate e alle 9 avevamo appuntamento al Russo (un locale che lei si limitava a chiamare in questo modo). Vado verso la mia camera quando passando davanti al bagno vedo lei schizzare fuori sfilandosi la maglietta bianca che indossava, incurante della mia presenza, per lasciarla cadere sul pavimento della ex-camera dei suoi dove si era trasferita a dormire in loro mancanza (loro passano le vacanze in Austria da amici) per sfruttare la comodità del letto matrimoniale. Cercando di fare finta di niente affretto il passo per il corridoio, ma ancora una volta sono assolutamente imbarazzato, lascio ai lettori capire in che senso. Appena pronti, decisamente in ritardo, schizziamo fuori di casa, a pochi isolati è l'appuntamento con il nostro passaggio in macchina, tale Nicola. Passaggio in macchina del quale avremmo potuto fare decisamente a meno, dato che il tipo guida come un pazzo e siamo ben 6 passeggeri, quando il massimo sarebbe 4... La sorpresa risiede nel fatto che non avremmo dovuto essere così tanti in macchina se non fosse che si era ripresentato il tipo incontrato quella mattina, il quale essendo amico, o quasi, del tale Nicola, si era aggiunto,seppur NON invitato, al gruppo. Faccio di tutto per evitarlo, ma non posso frenare le battute riguardo al fatto che Veronica per la strada teneva la mia mano con evidente frustrazione per il tipo che sembrava sul punto di prendere fuoco da quanta rabbia gli ardeva dentro. Rabbia che ad un certo punto della serata lo portò addirittura a minacciarmi, con una frase del tipo "Ehi Polenta (o Polentone, non so come mi chiamò), alla Veronica tu non piaci, a lei non frega niente di te, ci fai schifo, allora vattene o ti prendo a schiaffi" (anche questa frase l'ho un po riadattata perchè nel modo in cui l'ha detta lui non è ripetibile, capibile o tantomeno riscrivibile). La mia risposta a questa frase fu solo uno sguardo a metà tra il divertito e lo stupefatto, tanto che il tipo, aspettandosi una mia reazione più violenta, non capendo cosa fare, si voltò e si allontanò da dove ero io per andare a rompere le palle a qualcun'altro. Finita la serata, evitando accuratamente di tornare in macchina con Nicola, visibilmente brillo, noi stessi sotto gli effetti di una leggera sbornia ci dirigemmo a casa a piedi, facendo solo una sosta sul lungomare illuminato dai lampioni. Li avvenne il primo bacio da quando ero ospite da lei, fu un bacio seguito da altri, tutti abbastanza veloci... poi camminammo ancora fino a casa. In venti minuti giungemmo a casa, salimmo a piedi le scale... lei stava aprendo la porta di casa, io come uno stoccafisso la stavo a guardare alle spalle, senza rendermi molto conto ricordo di averle messo una mano sul fianco. Un momento, un'istante, un'eternità... La porta che si apre, le nostre labbra che si prendono per non lasciarsi più, gli abbracci che si stringono e i vestiti che si sfilano.... L'imbarazzo, giunti nella camera da letto... Entrambi assolutamente impacciati e inesperti, entrambi assolutamente convinti di sapere cosa fare ed entrambi assolutamente incerti su come farlo... Un momento di infinito romanticismo interrotto da momenti di puro imbarazzo. Un momento non figlio dell'alcol, ma figlio del desiderio, un momento che si è ripetuto per la notte più di una volta e che ha scavato un solco non indifferente nella mia storia, nella storia della mia vita, nella storia della vita di Vera...un momento che ha di fatto interrotto, probabilmente chiuso per sempre la "nostra" vita, quella che fino a quel momento era stata comune tra me e Veronica... Abbiamo fatto sesso, abbiamo fatto l'amore, non mi interessa il nome da dargli, fatto sta che è successo.... Non ho assolutamente dormito quella notte, non sono bastate le endorfine della famosa "mattina dopo" a mettermi in condizione, poichè c'era qualcosa di ben più grosso e forte a tenermi sveglio: il senso di colpa... l'avevo rifatto...avevo ripensato a C.. Non riuscivo a capacitarmi di aver pensato ad un'altra ragazza proprio nel momento che più nella mia vita ho sognato. Avevo Veronica tra le braccia e sentivo di doverla lasciare andare, sentivo di non aver fatto abbastanza per renderla libera... La mattina dopo mi alzai, diedi un'occhiata alla maglietta bianca, smanicata che lei aveva lasciato cadere la sera prima uscendo dal bagno... il silenzio calò per un po' nella mia testa, con poche parole le feci capire che dovevo partire. I suoi sarebbero arrivati il giorno dopo per restare una settimana a Bari con la figlia prima di tornare a lavoro a Trento (Veronica invece aveva in programma di restare altre tre settimane a Bari e voleva che stessi li con lei), così accampai la scusa che non volevo essere di disturbo... Ricordo che lei non versò lacrime come aveva fatto in passato, e fu solo questo fatto a permettermi di partire...sarebbe bastata una sua lacrima, come quella sgorgatale due anni prima quando ci lasciammo la prima volta a farmi cambiare idea, non ricordo nella mia vita di aver provato maggiori sensi di colpa rispetto a quella volta... mi feci venire a prendere da mio zio che aveva la giornata libera dal lavoro (fortunatamente quella settimana faceva il turno di notte). Lui arrivò alle 11:00 circa a prendermi, ma io avevo lasciato casa di Veronica poco prima delle 10...passai oltre un'ora a meditare, anzi a urlare, non letteralmente, perchè in realtà non proferii parola, ma urlai dentro di me, nella mia testa, nel mio petto, nel mio stomaco, nel mio profondo era un continuo urlare, urla tutte diverse, immagini di quella notte, le espressioni sul volto di Vera durante il rapporto, altre immagini di cui non scrivo e, nascosto nel marasma, il volto di C.. Fanculo, come abbia fatto io a scappare dalla mia Joey (come era abituata a chiamarla sua madre) per una ragazza che apparentemente non mi ha dato un centesimo di ciò che ho avuto da Vera non lo so proprio... però l'ho fatto... e me ne sono pentito per i mesi a seguire, ho sofferto le pene dell'inferno per non aver avuto il coraggio di confessarmi e fare un passo deciso...quando poi ho capito come stavano in realtà le cose con C. e chi lei fosse realmente, al di là di cosa potessi pensare di lei...ho provato il desiderio di riavvolgere la cassetta, tornare in quel posto, in quel momento e non farlo terminare mai... ma i tempi sono cambiati, le opportunità anche, è ora che io volti pagina una volta per tutte... Una cosa la so...questi sono momenti che da adulto voglio ricordare con la mia Veronica al fianco come amica, perchè sarebbe un peccato mortale perdere definitivamente il rapposto con una ragazza che per me è stata l'alfa, ovvero l'inizio, la rivoluzione, il big bang, chiamatelo come vi pare... Chiudo chiedendo scusa, perchè altro non posso fare, a Veronica... Nonostante le cose avvenute nei giorni successivi a questi fatti non posso dire di non amare lei ed il ricordo di noi...